In un piccolo villaggio di pescatori, viveva un giovane forte e gentile di nome Orio. Ogni giorno usciva in barca molto presto, gettava le sue reti nell'acqua argentata e poi tornava a casa con tanti pesci freschi da offrire alla sua mamma e ai vicini del villaggio.
Una mattina di primavera, mentre il sole si alzava lento e dorato sull’acqua, Orio sentì un suono strano: sembrava un pianto sottile, come quello di una bambina. Seguendo il suono, arrivò su un’isoletta nascosta tra i canneti e lì, accanto a una fontana antica, vide una ragazza dai lunghi capelli d’argento, con gli occhi azzurri come il cielo d’inverno.
La ragazza si chiamava Melusina ed era una fata delle acque, figlia della laguna e delle stelle. Ma era triste, perché una maledizione la costringeva a trasformarsi in un serpente marino ogni sabato. Per questo viveva nascosta, lontana dagli uomini.
Orio però non ebbe paura. Si avvicinò piano, le offrì un pesce ancora guizzante e le sorrise. Da quel giorno, Orio e Melusina si incontrarono ogni mattina, parlavano, ridevano e si raccontavano i sogni. E senza neanche accorgersene, si innamorarono.
Melusina, con il cuore pieno di felicità, decise allora di raccontargli il suo segreto: — "Ogni sabato mi trasformo in creatura delle acque, con la coda lucente e squame di perla. Se riuscirai ad amarmi anche così, la maledizione svanirà per sempre."
Orio non esitò un istante. — "Ti amerò in ogni forma, Melusina. Che tu abbia gambe o coda, sarai sempre la luce dei miei occhi."
E così fu. Si sposarono in una chiesetta nascosta tra le calli, e Melusina, finalmente libera dalla maledizione, rimase accanto a Orio come donna e fata, portando gioia e fortuna a tutta la laguna.
In onore del loro amore, la famiglia che nacque da loro prese il nome di Orio e Melusina, che in veneziano diventò Morosini — e si racconta che ancora oggi, se al tramonto guardi bene l'acqua tra i riflessi d’oro, potresti scorgere Melusina che sorride, mentre Orio la stringe forte, felice per sempre.
Fine.
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